My-BSC in your language


lunedì 2 dicembre 2013

Le idee sono Zero fino a che non le metti in pratica

Ben tornato Roby,
… vi chiederete dove ero finito … a dire il vero me ne sono successe di tutti i colori.
Prima di parlarvi di qualcosa che abbia a che vedere con il titolo volevo informarvi che sto lavorando alla versione del libro in inglese … la versione sarà disponibile anche in formato cartaceo e conterrà alcune novità ed alcune semplificazioni. Mi sarebbe molto utile ricevere un feedback da parte vostra su questa idea.
E ora veniamo al vero contenuto del post:
"Le idee sono Zero fino a che non le metti in pratica". Ho letto da qualche parte che le idee sono infatti una specie di moltiplicatore.
Cerchiamo di capire perché:

 Un'idea terribile = -1
 Un'idea debole = 1
 Un'idea così così = 5
 Una buona idea = 10
 Una idea brillante = 20

 Nessuna esecuzione = 1€
 Un'esecuzione debole = 1000€
 Un'esecuzione così così = 10.000€
 Una buona esecuzione = 100.000€
 Una grande esecuzione = 1.000.000€
 Un'esecuzione brillante = 10.000.000€

Per far funzionare un'azienda, una startup, abbiamo bisogno di moltiplicare l'idea per l'esecuzione. Lo stesso vale anche nella nostra sfera personale. Quindi un'idea brillante mai messa in pratica vale 20€ mentre un'idea così così con una buona esecuzione vale 500.000€ e una grande esecuzione di una buona idea vale 10.000.000€. Afferrato il concetto?
Ecco perché definiti i vostri obiettivi e ideato dei modi per raggiungerli, per fare veramente funzionare la vostra personal balanced scorecard, la vostra my-bsc, dovete fare le cose, metterle in pratica.
A presto.

martedì 14 maggio 2013

Quota 1000!

Bene,
finalmente abbiamo superato quota 1000! Oltre 1000 copie di Personal Balanced Scorecard vendute.
E pensare che si tratta di un argomento molto specifico che certamente non può riscuotere l'interesse di un best seller! Pensate a quante persone sono interessate ad affrontare seriamente un percorso di crescita personale. Pensate a quante tra queste persone sono interessate ad uno strumento così specifico ma proprio per questo così potente.
Questo ebook mi ha insegnato molto. Certamente ho fatto molti errori ma questi fanno parte del nostro cammino: sbagliando si impara!
Un primo errore è stato aver scelto di partire solamente con l'ebook. Il formato è certamente interessante, la logistica semplicissima ma nel nostro paese la percentuale di persone che comprano un ebook piuttosto che un libro cartaceo è ancora piuttosto bassa. Ci arriveremo con un po' di tempo ma se dovessi tornare indietro certamente opterei almeno per un doppio formato.
Molto interessante è certamente l'Audiobook che ci permette di ascoltare e di formarci mentre facciamo altro, è il famoso concetto del NET time ... ossia del No Extra Time di Anthony Robbins.
Prima di salutarvi vi voglio informare che sto preparando una versione in inglese del libro sulle Personal  Balanced Scorecard che questa volta sarà disponibile anche in formato cartaceo.
Grazie ancora a tutti voi, se abbiamo raggiunto quota 1000 il merito è vostro
A presto,
Roby

venerdì 18 gennaio 2013

Personal Balanced Scorecard: il Videolibro.

Finalmente grazie al successo dell'ebokk l'editore ha deciso di produrre anche il VideoEbook sulle Personal Balanced Scorecard. Questo prodotto affiancandosi a E-Book e Audio-Book completa l'offerta trasformandola in un corso multimediale complet. Selezionado l'immagine verrete ridirezionati al sito dell'editore dove potrete lasciare un vostro commento ed eventualmente procedere all'acquisto. Buona visione!

lunedì 24 dicembre 2012

Dopo tanto tempo

Ciao a tutti, è passato tanto tempo dall'ultimo post. Sono successe veramente tante cose, per fortuna tutte belle di cui vi dirò nelle prossime settimane. Per ora ho preparato per voi questo pencast ... per seguirlo è sufficiente selezionare il bottone play.
RobyOne
brought to you by Livescribe
A presto, Roby

giovedì 30 agosto 2012

Personal Balanced Scorecard: l'Audiolibro

Finalmente è disponibile anche l'AudioEbook sulle Personal Balanced Scorecard. Selezionado l'immagine verrete ridirezionati al sito dell'editore dove potrete lasciare un vostro commento ed eventualmente procedere all'acquisto. Si tratta di una guida completa alla costruzione e all'uso della vostra balanced scorecard personale, contiene parte del materiale che trovate in questo blog e molti consigli pratici. Buon'ascolto!


martedì 7 agosto 2012

Un caso concreto

Molti di voi mi chiedono ai corsi o durante le sessioni di coaching esempi concreti di come la My-BSC o almeno i principi che ne stanno alla base possano essere utilizzati in un caso concreto.
In questi ultimi mesi ho lavorato ad un progetto che può essere considerato un caso concreto di applicazione della My-BSC in un ambito specifico: il dimagrimento o più in generale la salute.
Il risultato di questo progetto è un libro disponibile sia in versione cartacea che come e-Book dal titolo:
DiMagriMente.
Immaginate quindi di considerare una sola delle aree importanti della vostra vita e utilizzare in questa i principi di base della My-BSC. questo libro fa esattamente questo. Va in profondità spiegandovi come dimagrire, raggiungere rapidamente il vostro peso forma e poi mantenerlo senza utilizzare diete o prodotti dietetici che alla fine creano solo dipendenze lasciando tutti i problemi al loro posto.
Nel libro vengono affrontati sia aspetti tecnici relativi al funzionamento del nostro corpo ed in generale delle diete, sia aspetti legati al funzionamento della nostra mente.
Viene quindi proposto un metodo che parte dalla definizione di obiettivi chiari e misurabili e utilizza dei piani di azioni concrete per raggiungerli instaurando alla fine un nuovo modo di rapportarsi con il cibo e in generale con l'alimentazione.
Buona lettura e ... al prossimo post!
A proposito fino al 10 di Agosto se acquistate libri su Lulu e utilizzate il codice promozionale
STUPIRE al momento di effettuare un ordine avete diritto ad uno sconto del 20%.

lunedì 14 maggio 2012

MyBSC al MIB School of Business di Trieste

Finalmente la scorsa settimana come potete vedere si è tenuto il corso elective sulla MYBSC. Il corso era riservato agli Executive MBA. E' stato per me molto importante ritornare dove tutto questo è iniziato.


Di seguito un'immagine di un momento del corso quando abbiamo affrontato il momento dell'integrazione tra personal balanced scorecard e gestione del tempo.



martedì 22 novembre 2011

Personal Balanced Scorecard

L'Ebook Personal Balanced Scorecard è ora disponibile. Selezionado l'immagine verrete ridirezionati al sito dell'editore e potrete scaricare gratuitamente l'anteprima, lasciare un vostro commento ed eventualmente procedere all'acquisto. Si tratta di una guida completa alla costruzione e all'uso della vostra balanced scorecard personale, contiene parte del materiale che trovate in questo blog e molti consigli pratici.  Buona lettura!

Ebook

sabato 5 novembre 2011

E' in arrivo l'Ebook!

Siamo lieti di informarvi che l'Ebook
"Personal Balanced Scorecard: Strategie e Strumenti Professionali per il Cambiamento e lo Sviluppo Personale"
è stato inserito dall'editore nel prossimo calendario e uscirà il 25 Novembre 2011.
Potete scaricare l'anteprima al seguente link: ---->>>  Anteprima  <<<----
E' online anche l'articolo di lancio sul blog dell'editore (http://www.giacomobruno.it/).
Mi raccomando spargete la voce!
Vi segnalo anche il nuovi post sul blog My Operating Systems, sui sistemi operativi personali.
La My-BSC è infatti un perfetto esempio di un sistema operativo personale o almeno di una sua parte.

lunedì 3 ottobre 2011

Finalmente!

E' proprio il caso di dirlo ... finalmente un nuovo post sulla My-BSC! Non voglio farvi aspettare oltre e vi racconto tutte le ultime novità.
Prima di tutto l'ebook è pronto ormai da tempo ma l'editore ha deciso di pubblicarlo a metà novembre.
Questa cosa non mi ha reso felice semplicemente perchè mi ero dato molto da fare per avere l'ebook pronto entro metà luglio ma è l'editore che decide le politiche di marketing dell'ebook e a me non resta che imparare la lezione e farne tesoro per i miei prossimi ebook!
Avete capito bene, sto scrivendo un'altro ebook sulla gestione del tempo e altri ancora sono in preparazione. Gestione del tempo e My-BSC sono infatti collegati in modo molto stretto.
Ma non vi voglio anticipare troppe cose perchè preferisco fare che dire di fare.
Un'altra novità la vedete qui a fianco. Potete iscrivervi alla mailing list My-BSC per ricevere la newsletter ed essere informati su tutte le ultime novità sull'argomento tra cui, ad esempio, la pubblicazione dell'ebook.
Altra novità importante è che, con molta probabilità, presto verrà dedicato un modulo elective del Executive Master in Business Administration del MIB all'argomento My-BSC. Anche di questo vi terrò informati non appena l'evento sarà messo a calendario.
Infine non esitate a contattarmi per seminari o sessioni di coaching sulle Balanced Scorecard Personali. Ormai il numero di casi di utilizzo con successo di questo approccio incomincia ad assumere dimensioni imporanti.

giovedì 7 luglio 2011

Dopo tanto tempo

È passato un bel pò di tempo dall'ultimo post. La ragione è che mi sono dedicato a scrivere un ebook sull'argomento che sarà presto disponibile. Tra le altre cose noterete che il blog è stato ristrutturato e organizzato in pagine per facilitarvi la consultazione. Nella pagina principale troverete gli ultimi post come in ogni blog che si rispetti. Troverete poi una pagina introduttiva, una pagina che descrive il metodo, una pagina con trucchi e altre informazioni utili e una pagina con informazioni su come contattarmi.

Avrete anche notato che c'è una pagina dedicata al software. Niente paura. Si tratta di un semplicissimo software sviluppato con Google Docs™ che vi permette di costruire ed utilizzare la vostra MyBSC.
Per poterlo utilizzare dovete essere collegati ad Internet come accade per tutti i documenti Google Docs™. La buona notizia è che potete utilizzarlo dal vostro netbook, notebook, desktop PC, smartphone, da un Internet Caffè, ...

Il funzionamento del software è descritto in maggior dettaglio nell'ebook. In ogni caso il principio di funzionamento è quello del foglio di lavoro. Il foglio è strutturato in 3 pagine: una pagina riassuntiva, una pagina per aiutarvi a scrivere la vostra strategia e una pagina che è la MyBSC vera e propria dove potete inserire le vostre variabili, gli indicatori ... tutto quello che se avete fatto gli esercizi proposti siete già in grado di fare.

Se proprio non vi va di rimanere collegati ad Internet potete anche aprire il documento ed esportarlo in un foglio di lavoro. Perderete in questo modo la possibilità di visualizzare il pannellino di controllo ma le funzionalità di base saranno comunque garantite.

Il software è disponibile in due versioni a seconda che preferiate utilizzarlo in Italiano o in Inglese. Il software è ovviamente gratuito. La cosa importante è tuttavia che non funziona da solo.  Siete voi che dovete costruire la vostra MyBSC ed utilizzarla e la qualità dei risultati che otterrete dipende solo da voi.  Il software è solo uno strumento.

Nei prossimi post riprenderò con alcuni esempi e mi soffermerò su alcuni aspetti chiave del metodo. Buon lavoro e al prossimo post.

venerdì 10 giugno 2011

Ma quanto mi costa?

Nel post precedente avete visto come è possibile preparare un'analisi SWOT personale che ci aiuta a rendere sempre più concreta la nostra MyBSC.

La MyBSC è infatti come vi ho detto personale, potrebbe essere molto semplice o più complessa, importante che ci siano le vostre aree di interesse, i vostri fattori critici di successo,  i vostri indicatori di performance.

Potreste usare le 4 prospettive di Kaplan e Norton: economica e finanziaria, dei clienti (i nostri stakeholder), dei processi, dell'innovazione rivisti secondo la proposta di Elena Salazar. Potreste utilizzare 3 prospettive oppure 5, l'importante è definire variabili in ciascuna delle vostre aree di interesse.

Le prospettive, in quanto tali sono delle guide che ci aiutano proprio ad evitare di costruire una MyBSC che cattura solo alcuni aspetti della nostra vita.

Come vedremo in alcuni dei prossimi post, ci sono stili diversi di costruire la vostra MyBSC. In questo posto vorrei soffermarmi su un altro aspetto importante.

Abbiamo detto che gli obiettivi che ci prefissiamo devono essere SMART, quindi motivanti e con una scadenza temporale. Il concetto di prima o poi non funziona in questi casi. Se gli obiettivi sono sfidanti e ci fanno uscire dalla nostra zona di confort potremmo infatti tentare di mettere in atto dei tentativi di pro-castinare e i nostri obiettivi rimarrebbero dei sogni.
 
Definito un tempo per raggiungere i nostri obiettivi, per rendere sempre più concreta e efficace la nostra MyBSC dobbiamo tener presente che per raggiungere ciascun obiettivo sono necessarie delle risorse. In un linguaggio aziendale l'associare le necessità di risorse agli obiettivi e alle azioni definite nella BSC prende il nome di budgeting ed è il momento in cui le informazioni strategiche contenute nella BSC si collegano alla vita di tutti i giorni. E' proprio in questo momento che le BSC dimostrano la loro efficacia e la loro capacità di facilitare l'esecuzione della strategia.

In termini di MyBSC questo significa semplicemente che devo riuscire a determinare il budget di risorse, non solo finanziarie, necessarie a mettere in atto i miei piani di azione. Ad esempio, la partecipazione ad un corso per acquisire una competenza normalmente ha un costo monetario, un costo in termini di tempo, ecc.

Se partecipo ad un corso durante un week end non potrò fare altre cose che potrebbero essere anche esse importanti per la mia vita. In altri termini, le risorse, sono limitate, soprattutto il tempo, come vedremo.
Questo ci fa anche capire come le diverse variabili sono collegate tra loro. La prospettiva economica ci può fornire importanti risorse per la nostra crescita personale e viceversa, nuove competenze possono aiutarci a migliorare la nostra prospettiva finanziaria.

In sintesi, ragionare anche in termini di risorse ci può aiutare a rendere sempre più concreta ed efficace la nostra MyBSC.


mercoledì 1 giugno 2011

Ci sono diversi modi per costruire la MyBSC

Abbiamo visto nei post precedenti quali sono i passi da fare per costruire una MyBSC.
Ma quali sono le vere difficoltà che incontreremo nel costruirla?
Vi dico subito che non esistono scorciatoie. "There is no free lunch" come direbbero gli anglosassoni.
Non posso prendere una MyBSC pronta e usarla così come un'azienda non può prendere una BSC sviluppata per un'altra azienda e utilizzarla con successo, neanche se la BSC è stata sviluppata per un'azienda dello stesso settore. Certo alcune cose saranno simili ma ogni individuo come ogni azienda ha delle caratteristiche distintive che, tra l'altro, cambiano in funzione del tempo e del contesto.

La MyBSC è in ogni caso personale, potrebbe essere molto semplice o più complessa, importante che ci siano nelle diverse aree i fattori critici di successo e degli indicatori di performance che sono veramente rilevanti ed importanti per me.

Abbiamo già detto che senza una strategia non andiamo da nessuna parte. La definizione di una strategia parte da mission, vision, dai nostri principi e valori, dai nostri obiettivi, da tutti gli esercizi preparatori  che abbiamo visto nei post precedenti ma non può prescindere da una chiara e serena analisi di chi siamo e di dove siamo.

Anche in questo caso e a  questo proposito possiamo prendere a prestito gli strumenti che vengono utilizzati nelle aziende ed in particolare può essere anche utile fare una analisi SWOT.
SWOT è un'acronimo di Strenght, Weakness, Opportunities, Threats ossia di:
  • Punti di forza
  • Punti di debolezza
  • Opportunità 
  • Minacce
Si tratta quindi di pensare nel modo il più obiettivo possibile a chi siamo ossia a quali sono rispettivamente le nostre migliori e peggiori caratteristiche (i punti di forza e di debolezza)
e alle migliori e peggiori caratteristiche del contesto (le opportunità e le minacce).
Tradotto in termini personali dobbiamo trovare del tempo per riflettere e buttar giù possibilmente in forma scritta un'analisi SWOT su noi stessi.
Chiaramente se deve essere fatta bene questa analisi non deve considerare solamente il mio punto di vista ma anche il feedback che riceviamo dagli altri.
Per analizzare i nostri punti di forza, ad esempio, potremmo chiederci:
  • Quali sono i vantaggi che ho rispetto agli altri (capacità distintive, certificazioni, formazione, contatti, ...)?
  • Quali cose faccio meglio degli altri?
  • A quali risorse personali possiamo accedere?
  • Cosa vedono gli altri come nostri punti di forza?
  • ...
Per analizzare i nostri punti di debolezza, invece potremmo chiederci:
  • Che cosa normalmente evitiamo perchè non ci sentiamo capaci (public speaking, ...)?
  • Che cosa vedono gli altri come nostra debolezza?
  • Quale è il vostro punto debole in termini di formazione?
  • Quali sono le nostre abitudini negative (siamo disorganizzati, non gestiamo lo stress,...)?
  • ...
Per analizzare le opportunità, ad esempio, potremmo chiederci:
  • Quali nuove tecnologie mi possono aiutare?
  • Quali contatti strategici mi possono aiutare o darmi consiglio?
  • Che nuovi trend che potremmo sfruttare stanno emergendo?
  • Che errori stanno facendo i miei concorrenti?
  • Ci sono problemi da risolvere per i quali io potrei fornire una soluzione?
  • Che eventi si stanno verificando di cui potrei approfittare (conferenze, pensionamenti, progetti)?
  • ...
Per analizzare le minacce, invece potremmo chiederci:
  • Che ostacoli stiamo affrontando sul lavoro?
  • Ci sono dei colleghi che stanno competendo con noi per un ruolo?
  • Il nostro lavoro sta cambiando? 
  • Ci sono tecnologie emergenti che non conosciamo?
  • ...
Altre domande vanno rivolte alla sfera personale ma la cosa importante è che questo tipo di analisi ci fornisce informazioni chiave per la nostra MyBSC offrendoci suggerimenti su cosa fare e sul come trasformare problemi in opportunità.

Nel prossimo post considereremo altri aspetti importanti da considerare per la costruzione della nostra MyBSC per ora vi chiedo di dedicare del tempo a sviluppare la Vostra analisi SWOT.

venerdì 27 maggio 2011

E ora che abbiamo la Tabella?

Se avete svolto l'esercizio che vi ho proposto nel post precedente, ora avete la vostra Tabella, la vostra Balanced Scorecard, la MyBSC.
E adesso?
Come usiamo la nostra MyBSC? A cosa serve tutto questo lavoro che ci ha portato a riflettere su noi stessi, ad uscire dalla nostra zona di comfort? Come la usiamo?
La vostra MyBSC è un formidabile strumento per eseguire una strategia, per acquisire la prospettiva.
Rifrasando quanto suggerito da David Allen, il principio fondamentale del self management è mantenere equilibrio tra controllo e prospettiva o come dice Stephen Covey tra produttività e capacità produttiva.
Questo succede per le aziende e anche per l'uomo.
Se vogliamo veramente essere capitani e comandanti della nave della nostra vita, dobbiamo saper seguire una rotta ed essere pronti anche a eseguire una rapida virata per un ostacolo che ci si presenta, un'onda che potrebbe far affondare la nostra nave. Se non abbiamo controllo, la prospettiva serve a poco, ma se non abbiamo prospettiva la nostra nave non sa dove andare e non è nemmeno in grado di sfruttare i venti favorevoli che si presentano ... diceva Seneca:

"Nessun vento è favorevole per il marinaio che non sa a quale porto vuol approdare."
La MyBSC serve a definire la rotta, ad acquisire la prospettiva. Usarla è molto semplice. Periodicamente, potrebbe essere una volta alla settimana (cosa che vi consiglio), ogni 2 settimane, ... l'importante è faro, verifichiamo il livello raggiunto nelle diverse aree, aggiorniamo il valore degli indicatori, riesaminiamo i target che ci eravamo posti in modo da capire quanto siamo distanti dall'obiettivo, rivediamo i piani che ci eravamo proposti di mettere in pratica, ci chiediamo se sono stati efficaci o se è il caso di cambiare strada e usiamo queste informazioni per capire come agire, per capire quali sono le cose importanti da fare, quali le priorità, dove concentrare le nostre energie.
Periodicamente, ogni mese (cosa che vi consiglio), ogni trimestre, ... l'importante è farlo, riesaminiamo la nostra MyBSC in maggiore profondità per chiederci se è ancora valida, se nel frattempo il nostro mondo è cambiato così tanto da rendere le variabili e gli indicatori che avevamo scelto obsoleti, e modifichiamo la nostra MyBSC di conseguenza. Raggiunti gli obiettivi possiamo porci nuovi obiettivi, nuove sfide, nuovi traguardi. 
In altri termini la nostra MyBSC ci serve a mettere in pratica un sistema di feedback, un ciclo plan-do-act-challenge in cui si valuta la situazione, si pensa ad un modo per migliorarla, si agisce di conseguenza, si valutano i risultati e si ricomincia.
Con la nostra MyBSC, attraverso il processo che vi ho appena descritto, possiamo imparare e mettere in atto una nuova abitudine: l'abitudine al rinnovamento e alla crescita personale.

Dalla Mappa alla Tabella

Se abbiamo pensato agli indicatori siamo pronti per completare la nostra MyBSC.   
In una situazione di sbilanciamento o semplicemente per migliorare le diverse aree potremmo definire una lista di obiettivi che ci piacerebbe realizzare in ciascun’area. 
Gli obiettivi vanno definiti in termini di target relativi agli indicatori. 
Un'esempio di obiettivo in termini di forma fisica potrebbe essere ad esempio raggiungere un peso di 75kg e dedicare almeno 3 ore alla settimana dedicate ad attività fisica. 
I target devono essere associati ad un tempo entro il quale ci proponiamo di raggiungerli. 
Ai nostri obiettivi dobbiamo associare sempre una data entro la quale ci proponiamo di raggiungerli altrimenti rimangono dei sogni. 
Dei diversi obiettivi ne potremmo scegliere alcuni prioritari su cui lavorare nei prossimi mesi e per ciascuno di essi studiare un piano, delle azioni per realizzarli.
Nel nostro esempio, se non lo abbiamo già fatto, un possibile piano di azione è definire un programma di attività fisica, un programma corretto di alimentazione, ecc.
In sintesi, per costruire la nostra MyBSC dobbiamo definire:
  • per ciascuna variabile o aria  uno o più indicatori
  • per ciascun indicatore un target e un riferimento temporale
  • per ciascun indicatore un insieme di azioni o progetti che ci aiutino a muoverci verso l'obiettivo di raggiungere il target fissato
Graficamente quello che otteniamo è una tabella come questa:

My BSC
Variabile / Area
Indicatore
Valore
Target
Scadenza
Azioni
. . .
Forma fisica
. . .
Peso
80
75
data 1
Definire un piano di corretta alimentazione
. . .
Numero di ore di attività fisica  alla settimana
1
3
data 2
Definire un programma di attività fisica
. . .

L'esercizio che vi chiedo ora di fare è ripensare alle vostre aree,  agli indicatori per ciascuna area che avete definito nel corso dell'esercizio proposto nel precedente post. Pensate al valore corrente degli indicatori. Potrete poi stabilire gli obiettivi, i tempi e i piani per raggiungerli ...
Inserite queste informazioni in una tabella simile a quella che vedete qui sopra.
Ve ne siete accorti? State costruendo la Vostra MyBSC.

Misuriamo le nostre Aree di Interesse

Se abbiamo costruito la nostra Mappa Strategica come indicato nel precedente post, siamo pronti per il passo successivo: costruire la nostra MyBSC.

La MyBSC, la nostra Balanced Scorecard altro non è che una Tabella che arricchisce la nostra Mappa Strategica con ulteriori importanti informazioni.
Se vogliamo, la Mappa Strategica ci serve ad avere una visione dall'alto, a guardare la situazione delle variabili importanti, delle nostre aree di responsabilità per aiutarci a capire come sono collegate, se sono bilanciate e se c'è qualche aspetto della nostra vita che richiede subito la nostra attenzione.
Alle aree vanno tuttavia associate degli indicatori, delle misure che nel modo più chiaro possibile ci facciano capire la situazione dell'area in esame. 
Facciamo un'esempio. Supponiamo che una delle aree che richiedono la nostra attenzione sia la forma fisica. Se non stiamo bene fisicamente, difficilmente riusciamo ad essere sereni, lucidi, efficaci, spensierati.
Ricordate la piramide di Maslow? 
E' chiaro che mantenere una buona forma fisica è un aspetto importante della nostra vita.
Ma come misuriamo la nostra forma fisica? 
La misura, l'indicatore che dobbiamo scegliere deve essere semplice da calcolare, affidabile. Dobbiamo poi essere in grado di misurare in modo completo lo stato dell'area che ci interessa. Chiaramente per ciascun'area si possono definire più indicatori. Ma più indicatori abbiamo più si complica il meccanismo.
Come facciamo ad esempio se due indicatori forniscono misure che si contraddicono?
Ritornando all'esempio precedente il nostro peso potrebbe essere in generale un buon indicatore per misurare la nostra forma fisica.  Potrei scegliere anche indicatori più sofisticati come l'indice di massa corporea. Potrei scegliere misure indirette come il numero di ore che ogni settimana dedico a mantenermi in forma. 
Non esiste la misura perfetta, ognuno di noi però se sufficientemente motivato saprà facilmente scegliere l'indicatore o gli indicatori che fanno al caso suo.
Nel nostro caso, peso e numero di ore alla settimana dedicate ad attività fisica rappresentano una buona scelta. Catturano due importanti aspetti dell'area di interesse che vanno nella stessa direzione.
Le misure e gli indicatori che scegliamo possono essere sia quantitative (75kg) che qualitative o linguistiche (basso, medio, alto). Potrebbero anche essere di tipo percentuale (80%) a significare il livello che abbiamo raggiunto in quell'area. 
La mia preferenza va in ordine alle quantitative per poi passare alle qualitative ed alle percentuali. 
Spesso infatti noi siamo portati a raccontarci le cose che vogliamo sentirci dire. Nelle misure qualitative ed in quelle percentuali, c'è il rischio di non essere oggettivi. 
In certi casi, tuttavia non ci sono misure quantitative facilmente disponibili e non ci resta altro che ripiegare su indicatori qualitativi o percentuali.    
Ormai lo avrete già capito. Come esercizio vi chiederò di pensare a degli indicatori. Dei modi per misurare i fattori critici del vostro successo. Arrivederci al prossimo post.

domenica 22 maggio 2011

La Nostra Mappa Strategica

Se abbiamo completato gli esercizi proposti nei precedenti post, a questo punto dovremmo avere ben chiari:

  • un sistema di valori, 
  • una mission
  • una vision
  • alcuni obiettivi che concretizzano la nostra vision.

Non sarà allora difficile pensare ad un elenco di aree in cui siamo coinvolti e in cui si articola la nostra Vita. Si tratta di un insieme di categorie focalizzate (più o meno una dozzina) in cui siamo coinvolti con attenzione per mantenere un livello di qualità adeguato.


Per individuare queste aree, queste variabili, questi fattori critici con cui possiamo misurare il successo della nostra vita basta farsi la domanda: che cosa devo mantenere in efficienza? 
Alcune di queste aree emergeranno a livello professionale, altre a livello personale.
Possono essere raggruppate in prospettive nella misura in cui questo ci aiuta a determinarle, e a ragionarci su, ma la cosa importante è che siamo in grado di individuarle.
Sono i diversi cappelli che dobbiamo indossare: le relazioni con la famiglia, il ruolo genitoriale, le finanze, la carriera, la spiritualità. 

Per vivere pienamente dobbiamo mantenere ciascuna di queste aree ad uno standard predeterminato.
Possiamo chiederci: Come sta andando quest’area? Viene gestito tutto quanto deve essere gestito?
Se abbiamo la sensazione di doverle riequilibrare, di essere un po’ fermi mentalmente può aver senso riesaminarle con attenzione.

L’impegno in queste aree ci stimolerà ad attivare progetti, piani di attività e ad agire.
Ad esempio, se tra le nostre aree individuiamo la salute e l'esercizio fisico, un progetto potrebbe consistere nel fissare una routine di esercizio fisico.

Queste aree, queste variabili, questi fattori non sono indipendenti. 
Spesso il miglioramento in un’area nella nostra vita influenza positivamente anche altre aree e viceversa: le diverse aree sono collegate. Rappresentando le diverse aree in un diagramma, dove le aree rappresentano dei nodi e i legami tra le aree degli archi otteniamo quella che può essere considerata la Mappa Strategica della nostra vita.

Le diverse aree devono essere mantenute a livelli accettabili ma anche essere bilanciate, in equilibrio, in armonia tra loro. Se diamo un voto che rappresentiamo in una scala da 1 a 10 ad aree come il lavoro, le nostre finanze, la salute e il nostro fisico, la nostra mente e lo spirito, le emozioni, l’amicizia, la famiglia, il rapporto di coppia e rappresentiamo i risultati in un diagramma radar, come dice Robbins, siamo sperimentalmente felici se il risultato si avvicina ad un cerchio.

L'esercizio che vi chiedo ora di fare è pensare alle vostre aree e disegnate la vostra Mappa Strategica collegando un'area all'altra se cambiamenti nella prima influenzano i risultati nella seconda.

lunedì 16 maggio 2011

Stabiliamo i nostri obiettivi

Se avete fatto gli esercizi proposti negli ultimi post ... li avete fatti vero? ... a questo punto dovremmo essere pronti per il passo successivo. Abbiamo infatti chiarito i nostri valori, la nostra mission e la nostra vision e siamo ora pronti a definire una lista di obiettivi concreti, in un orizzonte di tempo che potrebbe andare fino a uno, due anni, che ci aiutino a muoverci concretamente verso la realizzazione della nostra vision e il compimento della nostra mission nel rispetto dei nostri valori di riferimento.

Semplice vero? In teoria si, ma in pratica questo è un punto che trova notevoli resistenze. Per definire i nostri obiettivi dobbiamo infatti uscire in qualche modo da quella che Robbins chiama la nostra "zona di comfort". Porsi un obiettivo significa anche prendere in considerazione la possibilità di non raggiungerlo e quindi di fallire. Se abbiamo dei dubbi sulle nostre capacità, cercheremo naturalmente di resistere a questa fase. 
Ciononostante, la definizione degli obiettivi è di fondamentale importanza. Senza obiettivi, non abbiamo rotta. Senza obiettivi ci mancano i criteri più importanti per decidere priorità e azioni e siamo in balia di quello che ci capita giorno dopo giorno. 

Ma cos'è in concreto un obiettivo? Un obiettivo è un sogno con una scadenza. E’ diverso uscire con l’obiettivo di comprare qualcosa e uscire per andare a fare un giro per le vetrine. Non che la seconda operazione vada evitata ma è evidente la differenza tra i due modi di agire. Se ritorno da un giro per le vetrine, molto probabilmente avrò acquistato qualcosa che probabilmente non mi serviva.

Gli obiettivi che ci poniamo devono essere S.M.A.R.T (Specific, Measurable, Achievable, Realistic, Timely) ossia specifici, misurabili, raggiungibili, realistici, con un riferimento temporale, in linea con i nostri valori di riferimento e immaginabili (per sfruttare il potere della visualizzazione).

Gli obiettivi che ci fissiamo devono essere rigidi anche se conviene adottare approccio flessibile: è infatti difficile che non ci siano imprevisti specialmente se gli obiettivi sono sfidanti.
Utilizzeremo gli obiettivi nella costruzione della nostra MyBSC. Gli obiettivi rappresenteranno in concreto la guida per definire i nostri fattori critici di successo e poi i nostri indicatori (gli obiettivi devono essere misurabili). 

In attesa del prossimo post vi chiedo di pensare ai vostri obiettivi. Di scriverli se possibile in una lista e di conservare questo materiale per i prossimi passi. Per poter fare questo esercizio in modo efficace devo trovare il momento giusto. Se un'azienda è in un momento di crisi di liquidità, difficilmente potrà ragionare in termini strategici sugli obiettivi, visto che tutte le risorse saranno impegnate a sopravvivere. Lo stesso vale per noi. Dobbiamo trovare un momento di serenità, altrimenti l'esercizio sarà artificioso e sterile. Se siamo sufficientemente motivati il momento verrà, fidatevi. 


giovedì 5 maggio 2011

Dalla Mission alla Vision

Come vi sarete accorti iniziamo ad entrare nel vivo del metodo per costuire la vostra MyBSC.
A proposito. Avete fatto l'esercizio proposto nel post precedente?
Avete definito la vostra mission?

Per capire quale sia il significato della vostra mission pensate alla metafora del mosaico o di una struttura complessa (come un ponte, un palazzo di cristallo). Ciascuno di noi è una tessera del mosaico, un componente della struttura. Definire la nostra mission significa capire qual'è la nostra forma e trovare la giusta posizione nel mosaico. Se una tessera non è ben posizionata, se una vite non è ben fissata, l'intero mosaico, l'intera struttura non funziona bene e barcolla.

Come per un'azienda, definita la nostra mission dobbiamo definire la nostra vision.  La vision è la mission trasformata in qualcosa che posso vedere: è ormai noto il potere della visualizzazione e tutti i coach più famosi ne fanno un grande uso.
In pratica dobbiamo vederci mentre viviamo e realizziamo la nostra mission in un arco di 5, 10, 15 … anni.
La vision serve a far funzionare il nostro SAR (Sistema di Attivazione Reticolare), quel sistema che mette in funzione quella macchina incredibile che è il nostro cervello e lo fa funzionare a nostro vantaggio.
Anche in questo post vi chiederò di fare l'esercizio di definire la vostra vision. Mi raccomando visualizzate e se possibile disegnate, scrivete, importante che facciate l'esercizio seriamente.

giovedì 28 aprile 2011

Dai Valori alla Mission

Immagino siate curiosi di conoscere i passi successivi. Mi scuso con quanti mi seguono per aver lasciato passare così tanto tempo ma, il mio sistema di gestione del tempo, di cui parleremo presto, non mi ha dato altra possibilità. 

Ora che avete definito i vostri valori di riferimento (vi ricordate l'esercizio proposto in un precedente post?), come un’azienda, anche noi abbiamo bisogno di una mission e di una vision.
Abbiamo bisogno prima di una strategia e poi di un modo per eseguirla. La MyBSC sarà un modo per eseguire la vostra strategia ma, per poterla sviluppare, prima, abbiamo bisogno di definirla.

In un mondo che cambia abbiamo bisogno di trovare qualcosa di stabile, che non cambi, che ci guidi e soddisfi pienamente, questa è la nostra mission
Si tratta di interpretare il suggerimento di Covey: "begin with the end in mind".  

La nostra mission potrebbe essere espressa con frasi come:
“Lo scopo della mia vita è essere … : godere di … e fare … per me e per gli altri”
Ma anche in altro modo, l'importante è averlo definito in modo chiaro.

Pensate a come vorreste essere ricordati nel giorno della vostra morte. Immaginate che al vostro funerale partecipino tutti i vostri "stakeholder", tutte le persone con cui interagite, ... i vostri colleghi, i vostri figli, i vostri compagni e compegne di vita, i vostri amici, ...
Pensate a come vorreste essere ricordati da ciascuno di essi, da ciascun gruppo di riferimento. 

La mission è un life goal, un obiettivo di vita. Dividete la mission in ruoli: pensate ai diversi ruoli e ai life goal in ciascuno di essi e inoltre pensate al risultato piuttosto che all'azione.

Anche in questo post vi chiedo di fare l'esercizio di definire la vostra mission. Mi raccomando scrivete. Si sa che "verba volant e scripta manent" come dice un antico detto latino, ma soprattutto, nel momento in cui dovete esprimervi scrivendo andrete a rielaborare le vostre idee sintetizzandole in modo da definire cio che è veramente importante.